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Essere giudicati da sconosciuti è ingiusto, perché non sanno nulla di te. Esserlo da chi ti conosce è doloroso.

Il destino di stelle cadenti

L’ultimo Libro di Emanuele Zanardini

Chi si preoccupa del destino delle stelle cadenti?

Se lo chiede Cassiopea, la sera di San Lorenzo, mentre osserva il cielo stellato. Chi si interessa di lei, della sua sofferenza? Nella sua vita ne sono sfrecciate, di stelle cadenti, che l’hanno illuminata per un istante e poi sono svanite. Come il padre, che non ha mai conosciuto. Perché sua madre non ne parla mai?

Ora che Cassie sta portando in grembo un figlio non voluto, pensa di sapere come si sentiva sua madre. Avverte la sensazione e il peso di essere una figlia non desiderata, tanto da non volere che il proprio subisca la stessa sorte. Non credevo che una ragazza potesse essere così felice con me. Milo si sorprende di tanta fortuna. Infatti non dura molto. Federica lo scarica in malo modo. Precario nella vita, soprattutto negli amori, si innamora almeno una volta al giorno.

Anche di quella ragazza, che sembra un extraterrestre che guarda la sua navicella spaziale volare via, incontrata per caso alla fermata dell’autobus e poi, su un vagone abbandonato.

Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Lei, decisa a non chiedere aiuto, perché essere giudicati da sconosciuti è ingiusto, perché non sanno nulla di te, esserlo da chi ti conosce è doloroso. Lui, indeciso se riconquistare la ragazza che sembrava tanto felice quando stavano insieme o inseguire quell’astro passato fuori stagione nel suo cielo.

Quale sarà il loro destino? Vagare da soli nell’immenso spazio della loro esistenza, oppure riavvicinarsi definitivamente per costruire insieme il loro futuro? E Cassiopea, scoprirà in Milo qualcuno che si interessa del destino di stelle cadenti?

 

Titolo Libro

La guerra è finita. Andate in pace!

Guerra e dopoguerra. Storie di amanti disarmati.

I conflitti non mietono le proprie vittime solo sui campi di battaglia, ma anche nei paesi e nella case lasciate dagli uomini, giovani inesperti o adulti temprati dalla vita, partiti per difendere le proprie famiglie, prima ancora della propria patria.

E così rimangono mogli senza più mariti, sorelle senza più fratelli, figli senza più padri, ad affrontare la solitudine e la sofferenza del distacco. E lo spettro incombente della perdita.

Tra i colpi di mortaio, gli sfollati, gli alimenti razionati e l’attesa di chi dovrebbe tornare dal fronte, donne e uomini non perdono l’abitudine di scoprirsi e amare. Così un amore dirompente, come una detonazione, scoperchia, scava, stravolge. E alla fine nulla può essere davvero come prima.

Amanti disarmati cercano nell’amore un senso all’odio e una via di fuga dalla violenza di uomini contro altri uomini. Fuggiaschi rischiano la sorte, attendendo sulle rive di un lago un amore perduto, sola speranza per restare umani in mezzo a tanta disumanità. Donne sole tirano su i figli in mezzo alle difficoltà, allevando così il futuro del mondo, spiegando loro che niente giustifica una guerra.

Figli forse già orfani si chiedono chi siano i buoni e chi i cattivi, con il timore che il proprio padre possa essere dalla parte di questi ultimi.
Purtroppo il cuore dell’uomo sembra troppo arido per imparare la lezione della storia.

Altri conflitti, altre contrapposizioni hanno diviso i popoli nei decenni. Un equilibrio effimero che ha nascosto sotto una cortina di ferro scontri per il controllo dell’economia, delle risorse naturali, l’ampliamento delle sfere di controllo.

Sempre in nome della libertà e della democrazia, ma troppo spesso contro gli interessi della maggioranza, in favore di una élite insaziabile di potere.

Un libro per restare umani.

 

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